Terza falsa testimonianza contestata in aula: udienza 18.07.2016

Spostamento_Jolly_NeroAll’udienza del 18/07/2016 è proseguito l’esame in aula del teste Damiano Capurso, redattore della inchiesta sommaria della Capitaneria di Porto in qualità di capo reparto tecnico amministrativo dell’ufficio di Capitaneria a Genova. Il teste ha riferito che la responsabilità della manovra starebbe prima di tutto in capo al Comandante, che riceve dal pilota suggerimenti non vincolanti. Ha chiarito in che modo doveva avvenire il passaggio di informazioni tra il Pilota ingaggiato per la manovra e il Comandante (ben diversa da quella effettiva dove Anfossi dava comandi diretti al timone e rimorchiatori, senza il “rilancio” del Comandante) e l’importanza della Pilot Card cioè la  check-list da compilare per la verifica sul funzionamento delle dotazioni di bordo, firmata in bianco dal pilota quella notte. Il teste ha sottolineato come abbia fortemente influito sulla dinamica della manovra l’ordine del timone tutto a sinistra che, con abbrivio sostenuto indietro, ha sostanzialmente portato la nave ad accostare a dritta, riducendo l’azione dei rimorchiatori e quindi – di fatto – allargando il raggio di evoluzione della Jolly Nero. Il teste ha inoltre precisato come non esistano limiti di velocità nell’esecuzione delle manovre in porto, perché ci possono essere condizioni anche meteo marine tali da richiedere paradossalmente l’uso di una velocità più elevata. Il teste ha infine chiarito come all’inchiesta sommaria sia seguita l’inchiesta formale prevista dall’articolo 579 del codice della navigazione quando l’inchiesta sommaria evidenzia una condotta dolosa o colposo. L’inchiesta formale avrebbe sostanzialmente confermato le conclusioni tratte in sede di inchiesta sommaria circa le cause del sinistro, eccetto che per la responsabilità dei rimorchiatori, che in questa sede sarebbe stata affermata chiaramente. Mentre quindi per l’inchiesta sommaria non vi sarebbe responsabilità alcuna da parte dei due rimorchiatori utilizzati per la manovra, nella inchiesta formale – al contrario – si individua una loro corresponsabilità nella causazione dell’evento che ha portato al crollo della torre piloti.

È stata poi la volta del teste Ugo Fedele, secondo ufficiale di coperta della jolly nero e in servizio la sera della tragedia proprio a poppa della nave. È proprio lui ad accorgersi della situazione di pericolo e che per questo inizia a dare le distanze tramite VHF alla plancia della nave, proprio rispetto alla torre piloti che vedeva avvicinarsi pericolosamente. Alle domande che gli venivano rivolte dal Pubblico Ministero in controesame, il teste ha fornito per la prima volta una inedita versione dei fatti, secondo la quale il rimorchiatore di poppa si sarebbe trovato nella fase finale della manovra dalla parte sbagliata della nave: ha detto di averlo “visto passare dal lato sinistro a quello di destra solo a 25 metri di distanza dalla torre“.

Secondo questa incredibile versione dei fatti, fornita in aula per la prima volta da un teste tra i tanti sentiti, il rimorchiatore si sarebbe trovato quindi fino quasi alla fine sul lato sinistro della nave che procedeva in abbrivio all’indietro, e che dunque avrebbe di fatto spostato la Jolly Nero verso la torre piloti, portando la poppa all’inevitabile impatto. Il PM ha immediatamente contestato a Fedele, con tanto di ammonimenti all’obbligo di dire la verità, l’inverosimiglianze di questa dinamica dei fatti, che oltretutto contrastava con le sue stesse precedenti audizioni. Incalzato dal Pubblico Ministero il teste ha – a quel punto – ammesso di essere stato sentito anche in sede di indagine assicurativa e da un difensore della società Ignazio Messina, non si sa bene quando e come.  A quel punto interveniva l’Avv. Alberto Mittone – difensore della Società Messina, che confermava la circostanza depositando in aula le dichiarazioni raccolte in sede di indagini difensive. Il Giudice acquisiva le dichiarazioni rese al difensore e quelle riconosciute dal teste come rese in sede di indagine assicurativa, che venivano però mostrate prima a tutte le parti.

Si viene a sapere così – quasi incidentalmente, che le dichiarazioni rese da Ugo Fedele all’Avv. Mittone, difensore della Società Messina – datrice di lavoro del teste, erano state acquisite QUELLA STESSA MATTINA, appena poco prima dell’inizio dell’esame di quello stesso teste in aula, presso un HOTEL di Genova!

Persistendo il contrasto tra le versioni rese dal teste sulla circostanza della posizione del rimorchiatore il Pubblico Ministero chiedeva la trasmissione degli atti al proprio ufficio, provvedimento che veniva immediatamente autorizzato dal Giudice. Con Ugo Fedele salgono dunque a tre i membri dell’equipaggio della Jolly Nero, e per la precisione proprio i tre dipendenti della Messina che quella sera si trovavano a poppa della nave, per i quali la Procura ha aperto un fascicolo per falsa testimonianza. E che riferiscono tutti di esser stati sentiti prima della loro testimonianza in aula dai difensori della Società.

Il pomeriggio invece è stato occupato dalla deposizione in aula di un teste della difesa dell’imputato Anfossi, il Comandante Francesco Bozzo, altro pilota del porto di Genova. Il teste è stato sentito su una serie di circostanze involgenti sostanzialmente la manovra pianificata, la corrispondenza alla normativa applicabile, la strumentazione di bordo e soprattutto lo scambio di informazioni con il Comandante. Questa testimonianza ha messo in evidenza la criticità del sistema portuale dal momento che il teste ha spiegato in aula che loro – i piloti – sono addestrati a movimentare navi anche di dimensioni maggiori letteralmente facendo la barba non solo alle strutture portuali ma spesso anche ad altre navi. Ha spiegato come sia fondamentale il colloquio verbale tra il pilota il Comandante sia per a prendere lo stato di efficienza della nave sia per condividere la pianificazione della manovra. Il Comandante Bozzo ha spiegato che in alcune sue precedenti manovre condotte proprio sulla Jolly Nero aveva sempre adottato una cautela in più, ovvero aveva anticipato l’accensione del motore nella fase finale di rotazione della nave proprio in considerazione del fatto che le navi trasformate – cioè oggetto di significative trasformazioni nella motorizzazione – possono manifestare difficoltà improvvise in caso di manovra. Su insistenza del PM e dei difensori di parte civile, il teste ha ammesso anche l’uso dei contagiri da parte del pilota come strumento necessario per comprendere lo stato di efficienza del motore e gli effetti della manovra in corso. La deposizione di questo teste ha messo tutti di fronte al fatto che vi è molta tolleranza nella compilazione delle pilota card e nella verifica anche formale degli aspetti più direttamente correlati allo stato di perfetta efficienza della nave. Il teste, ad esempio, ha detto che capita sempre più spesso che le pilot-card vengano consegnate ad esempio in ascensore mentre il pilota sale, spesso non compilate o compilato in maniera incompleta, aggiungendo che la firma che il pilota vi appone non sarebbe – a suo dire – una firma di presa visione e accettazione, ma soltanto una firma che comprova di aver ricevuto quello specifico documento. Il teste ha infine spiegato che proprio per la sostanziale poca utilità della Pilot-card, che di fatto resta un adempimento meramente formale, decisiva importanza assume invece il colloquio con il Comandante, sul quale incombe l’obbligo di informare il pilota di qualsiasi condizione di inefficienza della nave. Su domande insistenti dei difensori il teste ha sostanzialmente ammesso che, seppure con difficoltà e solo in condizioni meteo marine particolari, il pilota può anche avvertire la messa in moto del motore attraverso le vibrazioni e le turbolenze che si generano in acqua, sebbene il pilota per prassi e consuetudine sostanzialmente si informi sulla partenza del motore in primis chiedendolo al Comandante, ed in secundis chiedendo ai rimorchiatori se vedono la scia e solo come extrema ratio rivolgendo lo sguardo sul contagiri, strumento presente anche sulle alette proprio allo scopo di fornire indicazioni di moto nelle varie fasi di manovra. A domanda del PM sul perché non avessero avvertito la torre piloti del pericolo incombente il teste ha risposto che il VHF a loro disposizione non contempla anche il canale di emergenza (16) e che quindi tutti canali in loro dotazione presuppongono che l’operatore risponda. Per questa ragione il pilota non avrebbe potuto allertare la torre piloti e anzi, a detta del teste, sarebbe stato comunque preferibile rimanere concentrati sulla manovra evasiva per evitare l’impatto con la torre piloti piuttosto che perdere quei pochi secondi – perché di pochi secondi si parla – per tentare un contatto attraverso i canali per i quali i piloti sono concessionari.

L’udienza del 19 luglio proseguirà con l’esame in aula di altri tre testi della difesa Anfossi, ovvero altri tre piloti, e con due  della società Ignazio Messina.

Informazioni su massimilianogabrielli

Avvocato - Viale Vaticano n.45 - 00165 Roma Studio Legale G@brielli
Questa voce è stata pubblicata in News e contrassegnata con , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

Una risposta a Terza falsa testimonianza contestata in aula: udienza 18.07.2016

  1. Amedeo ha detto:

    Buonasera, volevo sapere cosa si può fare se un testimone dichiara cose false. Vorrei sapere cioè se il pubblico ministero non interviene e denuncia il testimone come è successo in questo processo per un teste che non dice la verità o come nel mio caso non dice tutto quello che sa, se può farlo una altra parte di quel processo. A me in particolare io sono il danneggiato in un incidente grave sul lavoro e un testimone che sapeva tutto è venuto in aula ed ha detto di non sapere niente. Grazie e complimenti per il vostro lavoro di informazione

    "Mi piace"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...