Consulenze video – udienze 21 e 22.11.2016

img_3705-1

Prof. Nello Balossino

Prosegue il processo penale Jolly Nero a Genova, ultimando l’esame e controesame del Prof. Nello Balossino, docente alla facoltà di Scienze di Tori­no e mago dell’elaborazione di immagini, noto per essersi occupato della Sacra Sindone, delle riprese in spedizioni spaziali di sonde verso Marte, dell’omicidio di Garlasco e della “strage di Erba” di Rosa e Olindo; in questo processo è stato incaricato, come consulente per conto della società armatrice Messina, di eseguire una analisi e ricostruzione del movimento del rimorchiatore Spagna e configurazione del cavo di traino, attraverso le immagini dell’incidente tratte da alcune telecamere di sorveglianza che, da grande distanza, hanno ripreso l’ultima fase della manovra della Jolly Nero ed il tragico abbattimento della Torre Piloti nel porto di Genova. Il lavoro del Professor Balossino, tenuto conto della grande distanza tra telecamera e scenario dell’incidente, presenza di luci e rumori di disturbo nel filmato ripreso in notturna dal sistema di telecamere di sicurezza a circuito chiuso CCTV di un privato cittadino, si sviluppa attraverso una complessa serie di operazioni di elaborazione dei fotogrammi, con ingrandimenti, accentuazione dei contrasti, pulizia dei rumori e magnificazione dei dettagli, nel tentativo di dimostrare l’inadeguata azione e posizione del rimorchiatore a poppa della nave. Nonostante l’autorevolezza dell’esperto-guru e l’apparente suggestività dell’elaborato, i risultati e le immagini rielaborate e presentate da Balossino non convincono, sopratutto ad esito del controesame da parte del PM dott. Cotugno che, partendo da una lunghissima premessa metodologica sulla qualità del video di partenza, durata una intera mattinata, sulla interpolazione bicubica connessa ai procedimenti di memorizzazione e codifiche MPEG, compressione e conversione dei file video dal formato proprietario DAV della fotocamera al formato AVI (quello utilizzato dal consulente), arrivando in conclusione a smontare anche questo tentativo di scaricare sui rimorchiatori la colpa di quanto avvenuto.

Quello che è stato scientificamente contestato alla affidabilità delle immagini estremamente zoomate e poi rimaneggiate attraverso software di elaborazione grafica, con le quali si sarebbe voluto dimostrare la mancanza di tensione del cavo di rimorchio, è che già originariamente l’immagine è sottoposta ad un’elaborazione da parte dei software di memorizzazione il quale, attraverso il grado di compressione più meno marcato derivante dal settaggio di fabbrica (non noto) e/o dall’utente, che elimina alcuni pixel “superflui” perché non particolarmente a contrasto con quelli intorno, mentre al contrario il software di elaborazione video utilizzato dall’esperto della difesa, dovendo migliorare dettagli e definizione all’immagine drasticamente ingrandita, aggiunge pixel di contrasto vicino a quelli di riferimento, per enfatizzare i cd. punti repo, cioè una serie di pixel che morfologicamente identificano l’oggetto sul quale si intende andare ad operare. In sostanza, un piccolo numero dei pixel con scarso contrasto non è fedelmente registrato nel file video di origine per un fenomeno di compressione utilizzato da ogni software in fase di registrazione, un ulteriore numero di valori dei pixel si perde nelle codifiche di conversione, ed infine il dettaglio di un certo numero di pixel viene di fatto alterato – e quindi in un certo senso “creato” – dal software di elaborazione grafica attorno ai punti di contrasto, allo scopo di enfatizzare i dettagli di una immagine zoomata. L’immagine di origine, anche se compressa, in effetti non subisce “tagli” significativi visibili ad occhio umano, e il software di elaborazione grafica, magnificando il contrasto attraverso l’attribuzione di nuovi valori sui pixel di contorno ai punti repo, mantiene la morfologia dell’oggetto di base, aumentandone anzi i caratteri di riconoscibilità. 

Il limite insuperabile in questa alchimia di acquisizione di dati (numerici) dal sensore video digitale, elaborazione da parte del software di registrazione in formato DAV, conversione e ricodifica in formato AVI, ed infine estremo ingrandimento ed elaborazione grafica per aumentare i contrasti e dettagli – se applicato ad un dettaglio come quello di specie, in cui Balossino punta a determinare il comportamento del cavo di rimorchio tra Spagna e Jolly Nero, sta nella distanza dal punto di ripresa e dimensione dell’oggetto di riferimento nell’immagine di origine: siamo nell’ordine di 1/3 di un pixel! Questo è infatti il motivo per cui il cavo, nella immagine rielaborata dal consulente si vede come se, in proporzione, fosse grande più di tre metri, non potendo, rapportandosi necessariamente alla risoluzione del video, riprodurre oggetti più piccoli di un pixel. È evidente quindi che se andassimo a lavorare su un oggetto più illuminato, meno distante e morfologicamente più identificabile, come un volto o una imbarcazione, tutte queste operazioni potrebbero restituire comunque un risultato in varia misura più dettagliato ed affidabile, ma andando ad operare su un oggetto lineare, ripreso a grandissima distanza, in zona praticamente priva di illuminazione, lungo qualche decina di metri e del diametro – a video – di circa 1/3 di pixel, l’eliminazione e aggiunta di nuove caratteristiche numeriche ai pixel di contorno – non può che portare ad una immagine creata più dai software che dal sensore video. Come ironicamente commentato dal PM in chiusura del suo lungo controesame, togliendo ed aggiungendo caratteristiche a piacere ai pixel, lì dentro ci si potrebbe mettere anche la Monna Lisa. Riteniamo che quindi anche questa consulenza, nonostante la scelta di schierare uno tra i massimi esperti nazionali nel campo di elaborazioni immagini, si sia rivelata del tutto pittorica e ininfluente sui dati reali e concreti con i quali – solamente – ci si può rapportare in sede decisoria di un processo penale per omicidio di 9 persone, dati che – fin qui – continuano ad inchiodare gli imputati e la Messina alle loro responsabilità.

Anche la consulenza dei prof. Viviani e Podenzala, iniziata al precedente giro di udienze, viene rapidamente chiusa ed archiviata, aggiungendosi, tramite il nostro breve controesame, qualche ulteriore spunto alle infinite critiche possibili al loro modello predittivo matematico, confermandoci che l’interazione di alcuni elementi e forze non sono state prese in alcuna considerazione nella taratura, come l’effetto del fondo ancore sulla capacità evolutiva della prua nave, l’effetto di contrasto del flusso idrodinamico creato dalle eliche dei rimorchiatori sul rimorchio, l’incollamento da basso fondale sulla capacità di tiro dei rimorchiatori etc. etc., il tutto aumentando le imprecisioni dei risultati.

L’udienza del 22.11.2016 si chiude inaspettatamente in anticipo, su opposizione da parte del PM e delle parti civili al tentativo di sostituzione in “sordina” e senza consenso delle altre parti – del cap. Camillo Casella (ulteriore consulente indicato in lista testi dalla Messina), con l’ing. Martinoli, socio di Casella, sulla base di un non definito impedimento di quest’ultimo, non documentato in alcun modo dai difensori della responsabile civile. L’udienza è quindi stata aggiornata al giorno successivo per sciogliere il nodo sul punto.

Informazioni su massimilianogabrielli

Avvocato - Viale Vaticano n.45 - 00165 Roma Studio Legale G@brielli
Questa voce è stata pubblicata in News e contrassegnata con , , , , , , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

3 risposte a Consulenze video – udienze 21 e 22.11.2016

  1. Roberto Curione ha detto:

    Proprio oggi salta fuori che nel caso Garlasco qualcosa non quadra… e cmq troppi silenzi su questo dramma della tore piloti, troppo clamore sulla Thyssen. In Italia anke I morti non sono uguali. Alla faccia di Totò e della sua A’ livella. La Messina non era già coinvolta in traffici di scorie e armi ?

    "Mi piace"

  2. C.R. ha detto:

    Sulle manipolazioni elettroniche di Balossino eseguite allo scopo di vedere un cavo teso dove non si vede non ci si deve stupire: Balossino è diventato famoso per aver visto delle monete ebraiche sulla Sindone dove non esistono, sulla base di fotografie scadenti e piene di disturbi. Mi sembra esattamente la stessa cosa. Ogni volta che leggo che lui è perito in un processo, temo che qualcuno vada in carcere sulla base di una perizia da lui eseguita, che sembra tecnologicamente avanzata, ma a me sembra soltanto tecnologicamente ingannevole

    Ad esempio le nuove fotografie della Sindone ad alta definzione lasciano molto meno spazio alle manipolazioni fantasiose. Ma di ritrattare, non se ne parla. Probabilmente nemmeno lui stesso, oggi, giurerebbe di aver visto delle monete.

    Per un inquadramento sulla questione, che assume i toni della farsa, una sintesi qui

    Fai clic per accedere a le-strane-monete-dei-sindonologi.pdf

    "Mi piace"

  3. Un portuale ha detto:

    Grazie per il vostro impegno e per le informazioni che date a chi sta lontano dal tribunale ma vicino col cuore alle famiglie dei ragazzi sacrificati al Dio danaro,
    Altro che colpa dei rimorchiatori!

    "Mi piace"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...