Jolly Nero “bis”: indagato l’Ammiraglio Angrisano

MSC a ridosso del molo GianoSi infrange il muro di gomma, partendo dal vertice assoluto della capitaneria di Porto, l’ammiraglio Felicio Angrisano, comandante della Capitaneria di Porto dal 2010 fino al giorno della sciagura, dimostrando la rinnovata determinazione da parte della Procura nel voler accertare tutte le responsabilità coinvolte ad ogni titolo nel disastro, senza fare sconti né limitarsi alla soluzione più facile e sicura, quella di considerare il crollo della torre VTS nel porto di Genova, causalmente collegato solo ed esclusivamente all’errore di manovra della nave cargo dei Messina, per il quale un primo risultato si è già raggiunto il 17 maggio 2017 con la condanna in primo grado di tutti i componenti dell’equipaggio a bordo, coinvolti a vario titolo nella uscita della nave dal bacino portuale.

La notizia ci rende particolarmente soddisfatti, in quanto durante l’ultima fase del processo appena concluso avevamo presentato al PM Walter Cotugno ed al Procuratore capo Francesco Cozzi una nuova denuncia-querela per conto di Adele Chiello Tusa specificamente orientata a perseguire proprio questo profilo, fino a questo momento rimasto fuori dalle investigazioni, e sul quale invece la nostra cliente ha da subito, giustamente, puntato il dito: la “omissione impropria” a carico dei soggetti in posizione di garanzia quale datori di lavoro dei ragazzi morti nella torre, ovverosia Capitaneria, Rimorchiatori riuniti e Piloti, non valutando adeguatamente il rischio sull’ambiente di lavoro e costringendoli ad operare in una struttura che evidentemente era priva dei presidi più elementari rispetto, invece, ad un pericolo concreto e del tutto evidente e scontato in un porto, ovverosia il possibile urto di una nave contro la banchina; la torre faceva paura, e si sapeva, tanto che già su facebook erano state postate dai militari in forza all’ultimo piano, le fotografie di alcune mega-navi da crociera che in fase di evoluzione per l’uscita dal porto, sfioravano minacciosamente la struttura su palafitta a filo del molo Giano, definita a posteriori una “torre di cristallo”.

Assieme all’Ammiraglio Angrisano finiscono sotto indagine anche Alberto Delle Piane e Giovanni Lettich che in quei giorni rispettivamente erano l’amministratore delegato dei Rimorchiatori Riuniti e capo dei Piloti del Porto, a far compagnia agli altri sette nomi importanti già iscritti nel registro dallo stesso pm Walter Cotugno: Mario Como, che nei primi anni ‘90 faceva parte del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici; Fabio Capocaccia, ex commissario straordinario, Angelo Spaggiari, all’epoca dirigente dell’ente, che partecipò alla progettazione, Paolo Grimaldi, capo dell’Autorità Portuale e progettista dell’opera; Bruno Ballerini, responsabile del cemento armato e capo dell’ufficio tecnico dell’Ente Porto fino all’84; Giorgio Mozzo, collaudatore della torre, ex vice presidente dell’Ordine degli Ingegneri di Genova.

Altro elemento positivo è che le notifiche, tuttora in corso, fanno presagire la prossimità della conclusione della fase di indagini preliminari e la successiva richiesta di rinvio a giudizio a carico anche di questi soggetti, ritenuti responsabili di altri profili di colpa nella determinazione dell’evento.

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