ANMIL

imagesAlla udienza del 5-10 aprile 2018 ANMIL – Associazione Nazionale fra Lavoratori Mutilati e Invalidi del Lavoro – è stata ammessa come parte civile nel secondo procedimento penale presso il tribunale di Genova per il crollo della torre Piloti a carico di progettisti, realizzatori e datori di lavoro della struttura portuale che a causa dell’errata manovra del Jolly Nero, nave porta container della Messina Ignazio Spa, il 07 maggio 2013 in uscita dal porto della città ligure veniva abbattuta causando la morte di ben nove marittimi ed il grave ferimento di altri 4.

In questo caso la manovra errata che ha causato l’incidente è attribuibile non solo e non tanto all’errore umano, quanto alle condizioni di vetustà della nave che, addirittura, non era dotata di motore con marcia reversibile (non poteva passare direttamente dalla marcia avanti a quella indietro ma doveva spegnersi e poi riaccendersi così perdendo tempo prezioso) e nemmeno aveva i normali dispositivi di controllo del motore – come il contagiri – che funzionavano. Lo stesso crollo della torre, lascia molte perplessità, oggi posto sotto accusa delle autorità inquirenti, per le scelte progettuali della torre stessa e la sua collocazione a ridosso del molo Giano, senza alcuna protezione da possibili abbordi di nave e senza alcuna valutazione sul rischio per i lavoratori operanti in cima alla torre.

La associazione ANMIL, i cui scopi statutari sono appunto quelli della prevenzione degli infortuni e dell’implementazione della cultura della salvaguardia dei lavoratori, svolge anche attraverso la propria partecipazione a questi processi, una continua attività di sensibilizzazione non solo dei lavoratori ma anche e soprattutto dei datori di lavoro affinché non risparmino proprio sui dispositivi di sicurezza.

A Genova ANMIL conta ben settemila iscritti e quindi è fortissima la sensibilità dell’Associazione ai temi che vengono toccati nel processo a carico non solo del comandante del Jolly Nero e degli ufficiali di bordo ma anche del consigliere delegato della società armatrice che, pure, è chiamata a rispondere non solo dei danni subiti dalle parti lese ma altresì della propria responsabilità amministrativa consistente proprio nel in avere adottato ogni dispositivo di sicurezza per prevenire gli infortuni e gli incidenti come quello purtroppo verificatosi.

La partecipazione di ANMIL al procedimento penale, riguardante la progettazione della Torre Piloti ed eventuali responsabilità della capitaneria di Porto per non avere eseguito le valutaIoni di rischio a carico dei militari impegnati nella torre per il controllo vts del traffico, e non aver implementato ed adeguato le manovre di evoluzione di navi sempre più grandi in un porto sempre più stretto, tende a garantire che al primo posto sia sempre posta la sicurezza, rispetto alle logiche dettate dalla massimizzazione dei ricavi.